Scie olfattive e indirizzi da non perdere: lo stile secondo Camille Goutal

Non vado dal parrucchiere. Mi taglio i capelli e mi faccio la manicure da sola. Amo i trattamenti personali, i massaggi in particolare, ma cambio sempre e non ho terapisti di fiducia.

L’ULTIMO PASTO CHE MI HA DAVVERO IMPRESSIONATO 

Ogni volta che vado da Septime a Parigi rimango sempre meravigliata: è il ristorante, con una stella Michelin, lanciato dall’ex designer diventato chef Bertrand Grébaut. Una vera esperienza. Ma è necessario prenotare molto tempo prima, è sempre difficile trovare posto.

NEL MIO FRIGO TROVERETE SEMPRE 

Piante aromatiche, immancabili, come basilico, menta, coriandolo, zenzero, lime e citronella.

UNA SCOPERTA RECENTE 

Club Couleur, un nuovo marchio che propone oggetti di ogni genere, dai vestiti agli accessori per la cucina, in cui il fil rouge è proprio il colore. Una ventata di energia.

Annaffiatoio Plint, in metallo, CLUB COULEUR (30 €).

 

L’ULTIMO CAPO CHE HO AGGIUNTO AL GUARDAROBA E QUELLO CHE MI PIACEREBBE TRAMANDARE 

Un pullover di cashmere nero con bottoni dorati acquistato da Sandro. Da tramandare, invece, un foulard di seta vintage, no-logo, ma per me prezioso, che ho trovato in un mercatino estivo a Parigi.

LA MIA UNIFORME MODA 

Le giacche Kooples che compro a Parigi o Londra.

Giacca doppiopetto, in lana con tasche, KOOPLES (365 €).

 

UN CAPO O UN ACCESSORIO CHE CONSIDERO ARTE 

La Kelly di Hermès, perché è una borsa incredibilmente senza tempo. E poi tutti i tipi di Haute Joaillerie. Trovo tutto così affascinante e poetico, come l’arte.

La borsa Kelly, HERMÈS.

 

IL PROFUMO ICONICO CHE MI SAREBBE PIACIUTO CREARE 

Eau Sauvage, della maison Dior, creato dal profumiere Edmond Roudnitska nel 1966.

IL REGALO PIÙ BELLO CHE HO FATTO DI RECENTE 

Faccio o invio regali ai miei amici molto spesso, quindi non so davvero quale sia il migliore, e in realtà non è molto importante. Mostrare alle persone che tieni a loro è ciò che conta per me.

E QUELLO CHE HO RICEVUTO 

Molti! Finché è una sorpresa, qualunque cosa, sono sempre felice. Di recente mia sorella mi ha regalato 40 rose per il 40esimo anniversario di Goutal, ed è stato il miglior regalo che avrebbe potuto scegliere.

SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING A UN QUARTIERE DI CITTÀ, SAREBBE 

Qualsiasi area di Tokyo. Trovo sempre migliaia di cose da acquistare, anche se non avevo intenzione di farlo!

Il quartiere Shinjuku, a Tokyo.

 

I LIBRI SUL MIO COMODINO 

Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas, che è un grande classico. Il prossimo, invece, è Shantaram, un romanzo che parla della vita dell’autore, Gregory David Roberts, durante la fuga dal carcere in India. Un viaggio nella sua esperienza spirituale: so che già che mi appassionerà.

L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI SE POTESSI 

Il francese Ernest Pignon- Ernest, esponente del movimento Fluxus e del situazionismo, che ha dedicato alcune opere anche a Boccaccio e Pasolini. Un talento che rifiuta l’art system e i circuiti commerciali, preferendo esprimersi direttamente nei luoghi d’ispirazione che riflettono le città. Mi vengono in mente le immense serigrafie sui muri o quelle nelle cabine telefoniche di Parigi.

 UN PIACERE A CUI NON SAPREI RINUNCIARE 

Cavalcare il mio cavallo.

SE NON ABITASSI A PARIGI, VIVREI 

A Londra o in Polinesia Francese. Gli altri due posti al mondo dove mi sento a casa.

SE NON FACESSI QUELLO CHE FACCIO 

Amo talmente quello che faccio che non credo cambierei questo aspetto della mia vita.

Argomenti più seguiti

Articoli Correlati