Profumare la musica: udito e olfatto sempre più integrati in esperienze di sinestesia

Ci sono momenti in cui un profumo si deve solo ascoltare. È un istante in cui due vibrazioni percettive, udito e olfatto, si incontrano, dando vita a un dialogo inatteso fra gli accordi degli strumenti che risuonano e le note aromatiche che si diffondono e combinano. Sono percezioni sinestesiche, sospese in un tempo sottile, dove i due sensi finiscono per sovrapporsi: ne ho fatto personale esperienza sia in occasione di particolari concerti sia nel corso di performance sonoro- olfattive a cui mi è capitato di assistere.

«In un momento storico come quello che stiamo attraversando, è un ottimo modo per sfuggire dai pensieri negativi. L’olfatto dona piacere, quiete. E parla lo stesso linguaggio della musica: ha la stessa immediatezza, armonia e capacità evocativa», spiega Laurent Assoulen, pianista jazz, compositore e creatore di fragranze che, proprio a Milano, ha dato vita a un laboratorio musico-olfattivo, unendo gli accordi del suo pianoforte a coda con le note di diverse essenze. Da anni lavora

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Sentire, Le concert parfumé, album di Laurent Assoulen (30 €).

sulle corrispondenze di questi due mondi e si esibisce in concerti durante i quali esegue brani che rispondono ad altrettante composizioni create da maître parfumeur di IFF, come Anne Flipo, Napoleão Bastos e Carlos Benaïm. E se, ad oggi, i concerti dal vivo non sono possibili, si può almeno ascoltare a casa il suo cd Sentire, nomen omen, con cinque fragranze sotto forma di patch riutilizzabili.

A Firenze, nella Basilica di San Miniato al Monte, ho avuto l’occasione di ascoltare Extrait de Musique, ottetto vocale di Filippo Sorcinelli , eclettico organista prestato all’alta sartoria sacra e autore della linea di fragranze Unum. Musica ed essenze, così volatili e intangibili, hanno un potere comunicativo immediato, arrivano dritte al cuore e alla memoria, entrambe hanno qualcosa di catartico.

Filippo Sorcinelli all’organo.

Dall’incenso dei primi profumi, per fumum, bruciati come offerta agli dèi, ai registri dell’organo che accompagnano le liturgie, entrambe, sostiene Sorcinelli, ci proiettano in un’altra dimensione. «La sinestesia è un processo percettivo, non cognitivo, piuttosto inconsueto. La narrazione del profumo, anticipata dall’elaborazione artistica della musica, si fonde suscitando l’elemento per me più importante: l’emozione», spiega.

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