La bellezza che ama il pianeta: dagli eyeliner che si piantano al pack di miceli

La capacità di testare velocemente soluzioni innovative sul mercato grazie al digitale sta vedendo nascere molte nuove giovani imprese della bellezza, interessanti anche per i leader del settore. Come nel caso del brand indie di skincare biocompatibile Drunk Elephant, acquisito dal gruppo Shiseido e in vendita in Italia negli store Sephora.

Un gesto di bellezza fra i più comuni – applicare l’eyeliner – diventa un’azione di cura del pianeta. La danese Sprout, nota per le sue matite da disegno piantabili, ha lanciato in tre Paesi, fra cui l’Italia, il primo eyeliner al mondo che si trasforma in fiori selvatici, amatissimi dalle api. Senza microplastiche, contiene solo ingredienti naturali: basta metterla a testa in giù in un vaso con del terriccio quanto diventa troppo piccola per essere utilizzata e aspettare che fiorisca.

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Upcycling applicato agli ingredienti e nuovi packaging sono tra le tendenze del momento. La newyorkese Loli utilizza come ingredienti superfood dell’industria alimentare non diluiti e i suoi imballaggi sono in vetro, miceli e canapa riciclata, etichette comprese. Lʼinglese UpCircle, le cui formule derivano da ingredienti naturali risultato di altri processi produttivi come i fondi di caffè esausti, ad aprile ha lanciato un servizio refill per tutti i suoi prodotti. Un mantra, quello del refill, a cui è molto attento Susanne Kauffman: a marzo ha introdotto un sistema di ricariche basato su The Simple One, la confezione realizzata per il 75 per cento in plastica da post-consumo completamente riciclabile. Grazie al peso molto ridotto rispetto a un flacone in plastica standard (fino al 60 per cento in meno), il nuovo packaging consentirà di ridurre le emissioni di Co2 generate durante il processo produttivo e in fase di trasporto.

Anche Alm Botanicals si caratterizza per una ricerca sia nelle materie prime sia nel packaging che mette al centro l’essenziale. Per il brand, fondato dalle 35enne trentina Maddalena Zanoni, che per perseguire la sua passione per l’erboristica ha abbandonato una carriera da manager di multinazionali, l’essenza è nei fiori e nelle piante delle Dolomiti – che attivano metaboliti difensivi antiossidanti per evitare la rapida degradazione cellulare legata all’ambiente ostile dell’altitudine – declinati come prodotti beauty (fra cui spicca l’olio anti-aging, detox o idratante) e tisane.

Le formulazioni sono molto concentrate, ne bastano pochissime gocce: una scelta che diminuisce anche il volume del packaging, realizzato con materiali riciclati e riutilizzabili (la plastica è ridotta al minimo, solo 1,5 per cento del pack totale per il contagocce, la ghiera è in plastica riciclata e la pompetta in gomma naturale, sono poi utilizzati vetro, carta riciclata e legno). Viene eliminata completamente l’acqua, riducendo il peso totale, e aboliti i conservanti.

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