Ci vediamo al festival che non c’è?

Ascolta la versione audio dell'articolo

4' di lettura

L’Ippodromo delle Capannelle si trova a Roma e anche fuori Roma. Il cartello stradale su via Appia Nuova segna il confine tra questi due mondi. E dal 2002 i concerti di Rock In Roma creano un altro mondo ancora. «A quest’ora del pomeriggio cominciavano le prove», dice Germana Sestili di Diffusione Tessile, emporio che si trova proprio di faccia all’Ippodromo. «Spegnevamo la radio e almeno sentivamo un po’ di musica dal vivo. Quest’estate ci mancherà la gioventù, venivano qui a comprarsi un asciugamano per ripararsi dal sole o quando pioveva dicevano “Che c’avete qualcosa per coprirci?”».

Ricorda i tempi di Fiesta, il festival di musica latinoamericana che c’era prima di Rock In Roma: «Alle 20 chiudevamo e andavamo tutti lì». Accanto al negozio di tessuti c’è il Cin Cin Bar di Paramjit Singh: «Tutti gli anni, in questo periodo, controllavo le prevendite sul sito e mi organizzavo per preparare panini e tramezzini». Una donna entra, chiede un panino. Paramjit non ne ha preparati. L’altoparlante dell’Ippodromo diffonde sullo spiazzo antistante i risultati del trotto: «800 in 58 e mezzo con riga indiana che al momento non si scompone…».

Loading…

Argomenti più seguiti

Articoli Correlati