Professioni green: c’è grande richiesta ma l’offerta latita. Ecco i profili più ricercati

«Sono tantissimi gli ambiti interessanti da questa trasformazione – aggiunge Sottocorno –, a partire dalle divisioni ricerca e sviluppo di settori che spaziano dall’edilizia all’alimentare, oltre a trasporti ed energia. La sfida delle competenze, però, interessa anche comparti come la finanza, il marketing e la comunicazione».

Negli ultimi cinque anni è cresciuta la consapevolezza, da parte delle aziende di ogni dimensione, di dover adeguare i propri modelli e processi produttivi allo sviluppo sostenibile. «Le imprese più grandi – racconta Luca Guzzabocca, amministratore delegato di Right Hub – sono più avanti in questo processo, ma anche le Pmi sanno di dover intervenire su processi e organizzazione per accrescere il proprio impatto sociale, ambientale ed economico: le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile».

L’offerta latita

Nel portfolio clienti delle agenzie per il lavoro cresce il numero di aziende appartenenti a settori tipicamente green: agroalimentare, ciclo dei rifiuti, ciclo idrico, forestale, fonti rinnovabili, efficienza energetica.

Maw, una delle società di W-Group, fondato e guidato da Federico Vione, ha registrato nell’ultimo triennio un incremento della presenza di queste imprese del 20% annuo. «S e la domanda di figure green risulta aumentata, non lo è altrettanto l’offerta. – dice Vione – Fra le cause di questo gap, sicuramente gioca un ruolo importante anche la mancanza di competenze adeguate, quelle hard e soft skill di cui imprese e lavoratori hanno sempre più bisogno per affrontare la transazione ecologica. La formazione rappresenta una delle soluzioni, sia per dare il via a percorsi di reskilling, sia per intervenire sulla cultura aziendale».

Dall’Osservatorio Maw, i profili green più ricercati riguardano project manager, site manager, gestori impianti, analisti energetici, programmatori informatici e sistemisti IT. Tra le figure operative: elettricisti per installazione e manutenzione impianti elettrici (+50% dal 2019 a oggi), termotecnici per lo studio, l’installazione e la manutenzione di caldaie e pompe di calore, serramentisti, tecnici per il monitoraggio dell’efficienza degli impianti, tecnici elettronici, meccatronici, dell’automazione, addetti allo smaltimento di scarti e rifiuti industriali, responsabile di magazzino, responsabili logistica e manovali edili (+26% nello stesso periodo).

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