Pnrr, cosa devono fare le Pmi per cogliere tutte le opportunità della transizione

Manifattura e reindustrializzazione nelle altre regioni

In Campania, regione che ha varato la norma per rilanciare la competitività già dal 2016 con “Manifattura Campania: Industria 4.0”, attraverso la Piattaforma tecnologica Fabbrica Intelligente, vengono fornite una serie di facilities a 360°, vengono veicolate le attività degli stakeholder impegnati nella realizzazione dei programmi Industria 4.0. Un portale “di servizio” all’utenza “in senso ampio”.

In Sardegna quasi 1.800 realtà artigiane digitali preparano la transizione 4.0 per l’intera economia regionale. La filiera, come fanno sapere dalla Confartigianato, è pronta per offrire servizi e supporti innovativi. Il settore, che chiariscono «è dinamico ma pesa ancora troppo il gap delle competenze all’interno delle aziende sarde. Bisogna lavorare per cancellare il divario di conoscenze».

In Liguria dalla collaborazione tra Genova Start 4.0, la rete nazionale dei centri di competenza, e Fondazione Enea Tech, arriva un viatico per sostenere attività mirate allo sviluppo di imprese e start-up innovative, nell’ottica di una crescita complessiva del Paese in ambito industria 4.0.

In questo scenario poi ci sono altre iniziative, come quella di Intesa Sanpaolo che mette sul piatto 1,5 miliardi di euro per ridurre l’impatto ambientale e favorire la crescita all’estero delle Pmi italiane del “sistema casa”. Si tratta di due nuovi plafond, nell’ambito del programma Motore Italia, destinati al rilancio del settore, volti a sostenere gli investimenti in economia circolare, sostenibilità e internazionalizzazione.

Le difficoltà

Nel panorama di opportunità non mancano comunque elementi di criticità. «Da molti anni manca in Italia una politica industriale – Paolo Galassi, presidente di Api, Associazione Piccole e Medie Industrie – . Non basta spendere le risorse del PNRR, è necessario usarle per fare in modo che si “moltiplichino”». Come? «Investendo sulle Pmi da sempre asse portante del Paese, sulla digitalizzazione, sulla semplificazione, sui giovani e sulla formazione di imprenditori e lavoratori – argomenta -. Inoltre, varando le riforme strutturali e oramai improcrastinabili per sostenere il rilancio post pandemia su: fisco, giustizia, pubblica amministrazione e taglio del costo del lavoro».

Argomenti più seguiti

Articoli Correlati