La vendemmia posticipata limita i danni del maltempo

Gelate primaverili e grandinate estive hanno in qualche caso lasciato il segno e fatto temere il peggio, ma i vigneti italiani, in vista della vendemmia 2021, dovrebbero aver limitato i danni. È questa la principale indicazione che emerge dal Report regionale di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini che ha rimandato alla prima decade di settembre per le prime stime quantitative.

Con tutte le precauzioni del caso, quindi, il settore può al momento tirare un sospiro di sollievo. D’altro canto dopo 18 mesi di incertezze e difficoltà e – soprattutto – pesanti ricadute economiche, legate alla pandemia e alla chiusura di una fetta rilevante dei canali commerciali, nella prima metà di quest’anno anche per il vino italiano si sta affermando una fase di decisa ripresa sia sul mercato interno (come certificato dagli ultimi dati di Wine Monitor sugli acquisti domestici che parlano di un +10% con ulteriore rafforzamento delle-commerce) che su quello estero.

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Contesto favorevole per il vino italiano

Sul fronte delle esportazioni poi un recente report della Commissione Ue ha sottolineato la grande ripresa dei vini europei sul mercato Usa e sul dato positivo messo a segno anche dalle vendite di vino in Uk, in controtendenza rispetto al calo su quel mercato del complesso delle esportazioni agroalimentari europee. Numeri che rafforzano l’auspicio di molte cantine italiane di riportarsi già nel corso del 2021 ai livelli di fatturato precedenti la pandemia. In questo frangente quindi il rischio per i produttori italiani era quindi di trovarsi di fronte a una ripresa della domanda con meno prodotto a disposizione. D’altro canto il trend di ripresa che si è affermato già dai primi mesi dell’anno ha portato a una limatura del livello di giacenze e ha spinto molti consorzi a sbloccare i quantitativi di vino che precauzionalmente lo scorso anno erano stati trattenuti in cantina.

«La situazione del vigneto Italia è al momento buona – si legge nel report di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini –. La fioritura è iniziata in ritardo al Centro-Nord e determinerà una raccolta posticipata di circa una settimana. Le gelate pasquali hanno determinato danni in parte rientrati e che influiranno sulla raccolta in particolare su alcune zone del Nord Italia, Toscana, Sardegna, Umbria e sul versante adriatico fino al foggiano. Sul piano qualitativo – si legge ancora nel report – la situazione del vigneto è generalmente buona, con livelli di anomalie legate alle piogge (scarse o alle grandinate) a oggi ancora circoscritte». Il rapporto, pur non fornendo dati quantitativi che in questa fase della stagione sarebbe troppo aleatorio visto che le ultime settimane sono quelle decisive, tuttavia fornisce alcune importanti indicazioni sul territorio che almeno tratteggiano un quadro tutto sommato positivo.

La situazione regione per regione

In Friuli Venezia Giulia le gelate primaverili hanno colpito le varietà precoci di Glera (Prosecco) e Chardonnay, ma con danni circoscritti. In Trentino Alto Adige piccoli danni da gelata su Chardonnay e Marzemino, ma peggio è andata con la grandinata del 22 luglio che ha colpito oltre 500 ettari tra la piana rotaliana e la Val di Cembra. Le basse temperature primaverili hanno provocato un ritardo vegetativo di circa 10 giorni.

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