Esg, perché le Pmi devono spingere sulla transizione green

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La transizione verso un’economia sostenibile avrà un impatto positivo sull’attività. La pensa così il 50% dalle imprese italiane pronte ad aderire ai principi Esg con appropriati modelli di business. È quanto emerge da un’analisi condotta con Format Research da Euler Hermes, società del gruppo Allianz, che tocca i temi della tutela dell’ambiente, dei lavoratori e della parità di genere. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di imprese italiane, extra-agricole e non finanziarie, con un fatturato di almeno 2,5 milioni di euro.

In pole position i big di manifattura, turismo e servizi

Sono le aziende di dimensioni maggiori (il 71,9% del totale) che per prime hanno compreso l’importanza di modificare il loro rapporto con l’ambiente e con l’essere umano. Investire nel green è un vero e proprio acceleratore del business, oltre che un ottimo passe-partout per accedere ai finanziamenti degli istituti di credito.

In primo piano ci sono le imprese manifatturiere del Nord Italia ma anche le grandi imprese della ricezione turistica e alberghiera e dei servizi, molte delle quali presenti anche nel Mezzogiorno. Per comprendere la portata del cambiamento, basta ricordare che solo il 4% delle imprese ritiene che lo sviluppo sostenibile possa essere un freno alla crescita.

A livello territoriale, sono ad oggi in fase avanzata le aziende del Nord Est, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Il tema fondamentale del clima

Nubifragi, frane, terremoti, inondazioni: sono fenomeni ormai molto comuni anche sul territorio italiano, capaci di creare danni enormi alle persone ma anche alle imprese.

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