Volley, il fenomeno Giannelli visto dal papà: «Ha fatto bene a tradire tennis e sci»

Simone Giannelli, 25 anni, insieme alla famiglia

Che tensione vederlo giocare. Ma si commosso lui, non io…. Paolo Giannelli parla ovviamente del figlio Simone, che ha tradito il tennis e ora si arrampicato sul tetto del volley europeo. Un racconto a met tra la gioia incontenibile e quella compostezza solita di un padre orgoglioso del proprio figlio. Il figlio in questione, appunto, si chiama Simone e domenica a Katowice si laureato campione d’Europa (e mvp, cio miglior giocatore, del torneo) di pallavolo con la maglia azzurra. Lui che di attivit prima di consacrarsi nel mondo del volley ne ha praticate a bizzeffe: dallo sci al calcio, passando per il tennis, lo sport di famiglia che da sempre Paolo, tecnico nazionale e responsabile dell’Ussa a Bolzano, insegna ai bambini nella struttura dedicata proprio al padre Manlio. Anche Simone era piuttosto forte con la racchetta, a volte giochiamo ancora. Pressioni? Gli ho sempre fatto fare ci che voleva.

Paolo Giannelli, che emozione vedere un figlio sul tetto d’Europa?
Pi che emozione direi una tensione bestiale. In televisione molto di pi che dal vivo. Sono contento per lui perch aveva la “paranoia” del secondo posto, soprattutto dopo la Champions League. Vincere una partita cos combattuta come la finale contro la Slovenia incredibile. E per questo la vittoria stata la pi bella. Le altre in confronto erano pi agevoli. Si commosso molto, io non ho pianto ma sono estremamente orgoglioso di lui.

Si aspettava un torneo del genere da parte sua?
Lui ha sempre giocato a questi livelli. Si sente tranquillo con questo gruppo, da capitano ha avuto pi responsabilit e questo lo ha aiutato a esprimersi al meglio. Il livello per ce l’ha sempre avuto anche se lo scorso anno stato fermato come tutti dal lockdown. Poi c’ stata la delusione delle Olimpiadi, ma penso che a Tokyo sia solo girata male.

Eppure anche Simone aveva iniziato col tennis. Cosa le piaceva di lui da allenatore, prima che da padre?
Era un buon giocatore devo dire, un attaccante, e tirava grandi sassate di dritto. Aveva uno stile estroso da under 12. Tuttavia, quando incontrava gente regolare subiva i ritmi bassi. Si arrabbiava parecchio perch giocava meglio del suo avversario, anche nelle sconfitte.

Riprende volentieri la racchetta in mano?
Facciamo qualche partita ogni tanto. Non a caso lo sport che gli piace di pi dopo la pallavolo. Mi dice sempre che sarebbe molto forte a tennis. Il fisico ce l’ha e anche un gran servizio, simile come movimento a quello del volley.

Simone Giannelli impegnato con la racchetta in spiaggia

Nel passato sportivo di Simone ci sono anche lo sci alpino e il calcio.
A mia moglie piaceva tanto lo sci, di pi rispetto a me. Lo ha instradato verso la montagna: praticava lo slalom gigante e se la cavava. Una volta ha anche partecipato al Trofeo Pinocchio che ha un blasone nazionale piuttosto importante. Sciava bene, mi ricordo che batteva spesso i suoi avversari gardenesi. Il calcio invece quello sport che forse gli riusciva peggio, ma mi ricordo di un suo gol da met campo (ride, ndr).

Alla fine ha optato per la pallavolo. Scelta saggia…
S, ma capire di poter sfondare una cosa che comprendi solo quando vai avanti. Simone del resto ha cominciato a 12 anni grazie a sua sorella. Fin da subito si notava che aveva qualcosa in pi. Era bravino e poi esploso a 17 anni. Ma io gli ho sempre fatto fare ci che pi che gli piaceva, senza pressioni.

Anche Jannik Sinner come Simone si dedicato allo sci prima di sfondare nel tennis.
Esatto. E questo dimostra quanto sia importante svolgere pi discipline. Direi che fondamentale soprattutto per l’equilibrio e per le varie capacit motorie. Simone all’interno della stessa pallavolo ha giocato in pi posizioni. Fa il regista ma a volte schiaccia, a volte si butta… Gli manca solo il ruolo di allenatore. A parte gli scherzi, questa duttilit l’ha formato molto. Ho parlato con alcuni allenatori di volley e mi hanno detto che il tennis propedeutico alla pallavolo.

Giannelli resta un cognome importante per il tennis altoatesino.
A mio padre Manlio stata intitolata la struttura in via Parma, dove lavoro. Lo abbiamo voluto noi, ci stata concessa questa opportunit ed stata una cosa molto carina. Lui infatti stato uno dei pionieri del tennis in provincia. Giocava ad un buon livello anche se lavorava in banca.

Che momento sta vivendo il tennis di base a Bolzano?
C’ una discreta affluenza. Tanti bambini sono innamorati del tennis, anche se abbiamo pochi campi dove farli giocare. La voglia da parte dei pi piccoli esiste, uno sport sicuro anche per quanto riguarda il Covid. E poi i punti di riferimento qui in Alto Adige non mancano: prima c’era Seppi e adesso Sinner. Due ottimi modelli.

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22 settembre 2021 (modifica il 22 settembre 2021 | 11:45)

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