Verona, l’ex compagno di Carol: «Ora voglio solo proteggere nostro figlio»

Carol Maltesi con il figlio a Verona in una foto d’archivio

Dolore, silenzio e la necessit di tutelare chi di questa storia rischia di pagare le conseguenze peggiori non potendo pi godere dell’affetto della propria mamma. Marco B., l’ex compagno di Carol Maltesi, la donna di 26 anni uccisa a gennaio da Davide Fontana a Rescaldina nel Milanese, sta vivendo un incubo. Sei anni fa con Carol ha concepito il figlio che da settimane, dicono i parenti, chiede sempre della madre. L’uomo, che abita in un comune della Bassa Veronese, mercoled ha trascorso la giornata nella sua abitazione, uscendo solo per alcune commissioni ed evitando taccuini e microfoni. Con lui il figlio, che dopo scuola rientrato protetto anche dai nonni. Nel pomeriggio Marco B. si fatto sfuggire solo poche parole: Non questo il momento di parlare. Devo salvaguardare la mia famiglia. un momento delicato, devo solo proteggere tutti, in primis il mio bambino, e non mi va di rilasciare dichiarazioni.

Nessun movente

Professionista di trent’anni, l’uomo ha scelto di non raccontare altro, evitando d affrontare pubblicamente la cruda vicenda che ha per protagonista la donna con cui ha avuto il primogenito. Lei morta, ammazzata con diverse martellate a gennaio per mano di Davide Fontana, che poi l’ha fatta a pezzi, sistemandola per due mesi in un pozzetto congelatore e gettandola in una scarpata della Valcamonica a met marzo. Fontana, 43 anni, ora detenuto nel carcere bresciano di Canton Mombello con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il bancario non ha saputo motivare il perch di quelle violenze efferate. Spiegazioni che anche l’ex compagno non sa darsi in questi giorni convulsi. Carol nel Veronese ci tornava spesso, due volte al mese o se non riusciva almeno ogni tre settimane, per trovare quel figlio avuto a vent’anni e che per sua stessa ammissione era pi opportuno che crescesse con il pap, come aveva confidato alle amiche. Lei aveva troppi impegni e obiettivi da raggiungere e, in accordo con l’altro genitore, aveva ritenuto fosse pi indicato restasse con il pap.

Quattro anni nel Veronese

I sospetti che a Carol fosse successo qualcosa di grave all’ex compagno e a tutta la sua famiglia erano saliti alcune settimane fa. Come spiega l’Ansa la ventiseienne non si era fatta viva nemmeno il giorno del compleanno del figlio, cosa questa inspiegabile (e mai accaduta in passato), che aveva fatto ipotizzare qualcosa di strano. Carol aveva abitato nella provincia scaligera almeno fino al 2019 ed era stata impiegata come commessa in un centro commerciale in un negozio di scarpe dove lavorava a diretto contatto con il pubblico. Poi aveva scelto di voltare pagina, andandosene nel Milanese per inseguire una nuova carriera. Ma nonostante la pandemia, il lockdown e le limitazioni era ritornata spesso nella Bassa per incontrare l’ex compagno e vedere il figlio piccolo che cresceva. Il bambino non sarebbe stato messo al corrente di quanto accaduto, protetto, per quanto possibile, dai nonni paterni e dallo stesso pap. L’uomo, trincerato nel suo silenzio, non ha voluto raccontare neanche quando abbia sentito Carol per l’ultima volta, ribadendo al giornale “L’Arena”: devo proteggere la mia famiglia, non il momento di parlare e di raccontare. Devo farlo per il mio bambino.

Bella e gentile

Lo sconcerto anche quello dei vicini di casa che avevano visto bazzicare la ventiseienne per diverso tempo in quella casa, accudendo il bimbo da quando era nato: Ha abitato qui per anni con quel ragazzo- ha spiegato una dirimpettaia – siamo tutti sconvolti da quello che accaduto. Abbiamo riconosciuto subito la ragazza. Era una donna molto bella, sorridente e gentile. Mai avuto problemi con lei, davvero una tragedia immane.

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31 marzo 2022 (modifica il 31 marzo 2022 | 12:13)

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