Verona, Giuseppe Bonanno leader della cosmetica: «Con i profumi ho conosciuto il mondo»

Ci riceve tra gli affreschi di Palazzo Arvedi Tosi, la sua sede di rappresentanza a un passo dal Teatro Ristori, Giuseppe Bonanno, e il suo racconto parte da un romanzo illuminante, Il profumo di Patrick Sskind che nel 2006 il regista Tom Tykwer adatt al grande schermo. Quel libro mi ha affascinato tantissimo – racconta -, a tal punto da aprirmi un mondo.

Dall’agrumeto a Verona

In realt al mondo Bonanno, che i profumi li esporta dall’America all’Estremo Oriente, si era aperto gi da un pezzo, quando nell’immediato dopoguerra il profumo degli agrumeti della sua Sicilia se lo port a Verona: Avevo otto anni, eravamo una famiglia di quattro figli, mio padre a Verona aveva trovato lavoro come guardiano notturno; sono cresciuto agli Scalzi dai Carmelitani, dove al teatrino si improvvisava “Lascia o Raddoppia”, bellissimi ricordi. Ho iniziato a lavorare presto. La mia la classica storia di ragazzo del Sud. Trova impiego in Zai, all’ufficio del personale di un’azienda di ortofrutta: Un giorno entr in ufficio un ragazzo olandese, Jan. Divenimmo amici. I suoi genitori vennero a trovarlo a Verona e ci portarono a pranzo alle Tre Corone, un lusso a cui non ero certo abituato. Mi offrirono un lavoro a Amsterdam, i miei genitori erano contrari perch ero ancora minorenne, poi si convinsero. E cos rimasi a lavorare in Olanda due anni. Era una famiglia di undici figli, io ero il dodicesimo.

La profumeria forte

Giuseppe torna per il servizio militare che svolge in Friuli, e inizia quindi a lavorare nel settore della profumeria: nel 1969 si mette in proprio come grossista di prodotti di cosmesi per i parrucchieri. Va per fiere e viaggia: A una fiera a Bologna conobbi uno svizzero, Ralf, che importava profumi dall’Italia. Pensai che quel lavoro potessi farlo anch’io. la rampa di lancio: vola a Miami per una fiera di settore, Tax Free, ma solo per associati e senza un accredito rimane alla porta: Non mi abbattei, in albergo consultai le Pagine Gialle e presi degli appuntamenti. Mi ritrovai a New York in una piccola profumeria di un napoletano a Broadway, Bizzarro si chiamava. Feci il primo ordine per l’Italia. A Singapore entra in contatto con una societ, Fine Fragrance, e conosce un broker, Albert Yohy: Siamo in amicizia e affari da allora, e oggi son i nostri figli a lavorare insieme. Sposato dal 1970, ha due figlie (una lavora in azienda insieme al marito) e quattro nipoti: oggi Gazebo Fashion & Fragrance un’azienda italiana, con sede a Sommacampagna, leader nel trading di profumi e cosmetici con clienti in Europa, Medio Oriente, Far East e Nordamerica: L’attivit di trading affiancata da un nostro brand, Enrico Gi, profumo made in Italy. Dubai il centro nevralgico per il Medio Oriente, gli Stati Uniti un grande mercato, Londra e il Regno Unito pure, ma la capitale mondiale della profumeria sempre Parigi. E da italiano, questo qualcosa che mi fa male. La profumeria italiana forte ed legata ai grandi nomi della moda, ma la parte del leone la fanno i francesi; i maestri rimangono loro.

Un buon profumo fatto di testa

E uno di questi maestri consegnati all’eternit Pierre Cardin, che Bonanno ha portato a Verona: Importavo e distribuivo i suoi profumi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Fu allora che lo conobbi. Pensi che per segretaria aveva la moglie dell’ex ambasciatore giapponese in Francia. Non rilasciava interviste alla stampa italiana da anni e dovevamo presentare una sua linea di profumi; Cristina Gamba organizz un evento in questo palazzo coi giornalisti italiani. Tra gli ospiti, ricordo Miguel Berrocal e la moglie. Mi chiam Sandro Boscaini che voleva conferire il Premio Masi proprio a Pierre Cardin; ricevette il premio, ma io non potei esserci perch ero a Singapore per lavoro. Cardin mi rimprover per questo, aveva un carattere difficile ed era irascibile, ma era un grande uomo. Gli riportiamo un mantra del maestro: Il talento e il gusto non sono sufficienti, solo lo stile conta; Pierre Cardin era un vero genio. La sua grandezza stava nella creativit. Una vita trascorsa volando da una parte all’altra del mondo per cinque mesi all’anno, almeno fino a due anni fa: I profumi mi hanno fatto viaggiare e conoscere il mondo. Col Covid si fermato tutto. Ora ho ripreso a viaggiare e sono appena tornato da Dubai, adesso c’ la guerra in Ucraina: noi in Russia e Ucraina lavoriamo, tutto fermo. Ma cosa distingue un buon profumo? Un buon profumo fatto di testa, cuore e base, e deve trasmettere una sensazione di piacere. C’ fragranza nell’aria.

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11 aprile 2022 (modifica il 11 aprile 2022 | 13:01)

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