Verona, accettano una tessera sconto: costretti a spendere 7 mila euro

Alla porta si presenta un addetto che propone una tessera sconto (foto archivio)

Anche ai tempi del Covid, la trappola suona indisturbata alla porta travestita da tessera-sconto. Ammaliati dalla imperdibile offerta di poter fare acquisti a prezzi stracciati presso un nuovo negozio in allestimento a Verona, per colpa di una firma troppo affrettata ci si ritrova per costretti a spendere la bellezza di 7mila euro tondi tondi. Invece degli invitanti sconti, infatti, gli spregiudicati venditori a domicilio fanno sottoscrivere ai malcapitati di turno un obbligo di acquisto, come denuncia Adiconsum: Fate attenzione, il fenomeno a Verona sta dilagando.

L’allarme di Adiconsum

In citt ma soprattutto alle Golosine e in zona Santa Lucia si moltiplicano le segnalazioni di furbetti pronti a trarre in inganno soprattutto le persone pi indifese e anziane: l’associazione in prima linea nella tutela dei consumatori lancia l’allarme e dispensa consigli utili per non cadere nel tranello o uscirne con meno danni possibili. Le cifre non lasciano dubbi: Ai nostri sportelli, in appena due giorni, ci sono pervenute almeno dieci segnalazioni, soprattutto dalla zona Ovest di Verona – rivela il presidente di Adiconsum Verona Davide Cecchinato-. Se questi sono i numeri dei casi di cui giunta notizia alla nostra associazione, significa che il fenomeno diffuso in proporzioni ancora maggiori e pi preoccupanti.

La pratica scorretta

La dinamica sempre la stessa: un incaricato della societ specializzata nella vendita porta a porta si reca a casa del cittadino sottoponendogli la sottoscrizione di un modulo per il rilascio di una tessera sconto. Il venditore fornisce informazioni parziali circa la natura del rapporto, specificando che la firma del documento non d vita ad alcun tipo di impegno economico: il consumatore semplicemente accetta di visionare il catalogo pubblicitario della ditta. Solo dopo qualche mese, il malcapitato viene contattato da un altro agente che specifica come il modulo in questione sia un contratto vero e proprio finalizzato all’acquisto di merce per qualche migliaia di euro.

Come difendersi

Come reagire? Solitamente il consumatore comunica di non essere intenzionato ad effettuare gli acquisti ed esprime la volont di restituire gli omaggi lasciati durante la prima visita. Tuttavia, se non si accorti, il venditore insiste, e si viene indotti a sottoscrivere un nuovo contratto, a firmare un finanziamento e a consegnare qualche centinaia di euro a titolo di acconto. Tutto ci – dichiara Cecchinato – identifica una pratica commerciale scorretta, vietata del Codice del Consumo, che deve essere denunciata perch fatto obbligo ai professionisti che vendono porta a porta di fornire al consumatore informazioni chiare e comprensibili sul contratto compresi l’esistenza delle norme sulla garanzia legale e una lettera tipo per esercitare il diritto di recesso. Il termine dei 14 giorni per far valere il diritto di ripensamento decorre dal momento in cui si riceve la merce a casa. La norma fa riferimento agli acquisti online, per telefono, per corrispondenza, a domicilio, per strada e nelle gite organizzate. Rimane a carico del consumatore l’obbligo di inviare la comunicazione di recesso e riconsegnare a proprie spese l’eventuale merce ricevuta. In ogni caso – l’appello di Cecchinato – non esitate a contattarci.

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18 novembre 2021 (modifica il 18 novembre 2021 | 12:34)

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