Ucraina, in Veneto flusso continuo di profughi senza controlli

Arrivi spontanei cos vengono definiti i profughi ucraini in fuga dalla devastazione dell’invasione russa in patria. In Veneto giungono in piccoli gruppi, spesso solo mamme con bambini perch qui hanno un pezzo di famiglia pronto ad accoglierli. In teoria dovrebbero compilare un certificato di domiciliazione, vale a dire una comunicazione che li identifichi e fornisca un indirizzo cui possono far riferimento i servizi sanitari per il protocollo anti Covid ma anche per la verifica delle vaccinazioni infantili. Una condizione spesso teorica perch l’approdo in famiglia scavalca i passaggi formali dei controlli che scattano, eventualmente, in un secondo momento attraverso le segnalazioni di sindaci o volontari Caritas che incrociano le storie dei rifugiati. Protagonisti involontari del flusso di migrazione sono soprattutto i bambini. Per loro, emerge da uno dei tanti Cosp organizzati ieri dalle prefetture venete, sono gi stati attivati i primi contatti con l’Ufficio scolastico regionale. Qualcuno solo in transito verso altre regioni italiane con l’obiettivo di ricongiungersi con la famiglia ma per i tanti che resteranno in Veneto si comincia gi a pensare a un inserimento scolastico che non affatto scontato. Impossibile prescindere da un accompagnamento anche psicologico per superare il trauma della guerra e della fuga. Ma anche vero che il contatto con altri bimbi, fra i banchi di scuola, potrebbe lenire il dolore e restituire una nuova normalit.

Le prefetture

I prefetti hanno discusso con i sindaci delle rispettive province gli aspetti pi urgenti dell’accoglienza ai profughi ucraini: la loro identificazione, la questione dell’inserimento scolastico dei bimbi e la sovrabbondante offerta di solidariet, dal cibo all’alloggio, che si scatenata in tutta la regione. Un fenomeno positivo, sottolineato anche dal presidente Luca Zaia, che rischia, per, di complicare la situazione. La prima linea, anche in questo caso, costituita dai sindaci. Ecco, allora, che la prefettura mette a disposizione una cabina di regia unitaria con tanto di vademecum come nel caso di Venezia. Una sorta di stato maggiore per coordinare le azioni nel mondo pi efficace. A Ca’ Corner erano presenti il prefetto Vittorio Zappalorto, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il dg dell’Usl Serenissima Edgardo Contato e dell’Usl del Veneto Orientale Mauro Filippi che hanno incontrato in video conferenza i sindaci degli altri 43 comuni metropolitani per condividere le prime linee guida sulle modalit di accoglienza dei profughi in arrivo dall’Ucraina. La situazione ad oggi non ancora critica e i profughi giunti finora, soprattutto donne e bambini, sono state ospitate da famiglie di ucraini presenti sul territorio che si sono organizzati con le proprie reti – ha spiegato Zappalorto -. Il fenomeno, per, inizia ad essere sempre pi consistente. D’ora in avanti dobbiamo evitare di avere situazioni di confusione, quindi necessario che gli ucraini gi residenti che vogliono andare a prendere dei parenti in fuga lo facciano, ma prima avvisino il sindaco e le forze dell’ordine del comune dove sono residenti, per predisporre l’accoglienza con Usl e territorio. La nota della prefettura cita sia l’accoglienza diffusa, visto che si tratta soprattutto di donne e bambini, e dell’avvio del percorso scolastico per i minori. Usl gi operative per tamponi, vaccini e screening sanitario veloce per il green pass. Appello, infine, ai 5 mila cittadini ucraini residenti nel Veneziano per prestare la loro opera come mediatori culturali. Verona si attrezza con centri tamponi e vaccini mobili per raggiungere anche i centri pi periferici. A Vicenza si dato spazio alle domande dei sindaci e si sottolineato il corto circuito creato dalla grande offerta solidale scatenata dalla crisi ucraina. A Padova due famiglie di 4 persone sono state accolte nei Cas, tutte le altre, come ovunque, da famigliari. Intanto si moltiplicano anche le offerte di posti di lavoro da parte delle categorie produttive. Apindustria Vicenza ha chiesto di utilizzare i voucher per semplificare le assunzioni. E di sburocratizzazione parla la Regione portando questa richiesta al governo centrale per favorire gli inserimenti lavorativi. Abbiamo ricevuto plurimi contatti e offerte, – dice Zaia – serve un coordinamento tra tutte le forze in campo.

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4 marzo 2022 (modifica il 4 marzo 2022 | 15:51)

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