Ucraina, cinque leghisti veneti nella lista nera di Kiev. C’è anche Ciambetti

Il presidente del consiglio regionale Franco Ciambetti all’Yalta International Economic Forum

Esisterebbe una lista nera ucraina che inanella nomi di esponenti politici italiani, segnatamente della Lega, a cui si applica dai tempi della Crimea un divieto temporaneo d’ingresso nel Paese. Lo riporta il quotidiano La Repubblica e inserisce non pochi nomi di leghisti veneti. Si va da dal deputato veronese Vito Comencini al conterraneo Palmerino Zoccatelli dell’associazione Veneto-Russia fino al consigliere regionali Stefano Valdegamberi e non escluso ci sia anche Luciano Sandon (insieme andarono nella Crimea russa) oltre allo stesso presidente del consiglio regionale, Roberto Ciambetti. L’elenco spunta all’indomani del travagliato voto di palazzo Ferro Fini su un ordine del giorno presentato dall’opposizione che fa rinnegare all’intero consiglio la risoluzione del 2016 contro le sanzioni alla Russia per l’annessione alla Crimea. Abbiamo approfondito il tema proprio con Ciambetti che in questi giorni a Bruxelles.

Presidente che sta facendo a Bruxelles?
Mi sto occupando al Parlamento europeo della Carta di Venezia e del progetto “Citt inclusive per Famiglie sostenibili” con le Nazioni Unite e l’International Federation for Family Development e la tragedia umanitaria vissuta dalla popolazione ucraina mette in luce pi che mai il ruolo chiave delle politiche a supporto delle famiglie. Pensi, proprio un “leghista brutto e cattivo”.

Si coglie del sarcasmo…
Beh, qui c’ chi specula su una tragedia e parliamo di speculazione con destrezza dato il coordinamento con Lombardia e Liguria.

Il tema l’odg proposto dall’opposizione, Pd in testa, e votato anche da lei?
Da presidente, volendo, avrei potuto introdurre argomenti da disquisire sulla bont o meno di quell’ordine del giorno. Ma ho voluto evitare ulteriori strumentalizzazioni.

Nessuna spaccatura interna?
No, stata una scelta di buon senso. Quella del Pd, invece, politichetta di bassissimo profilo. Una mossa inutile e pretestuosa.

Perch?
Odg e risoluzione sono atti sono gerarchicamente diversi. Il nostro consiglio regionale si espresso sul tema in maniera inequivocabile e chiara il 2 marzo. Volerci tornare rivela una volont di strumentalizzazione. Ne prendiamo atto.

Le attribuiscono posizioni filo-russe…
L’ho detto a caldo e lo ripeto: condanno assolutamente la guerra. Non ci sono giustificazioni per l’uso della violenza in merito a una controversia. Tanto che non mi aspettavo lo scoppio della guerra, non l’ho vissuta bene.

Che pensa della lista nera di persone non gradite di cui fanno parte, oltre a lei, tanti suoi compagni di partito?
Non mi risulta Durnwalder militi nella Lega, la sua colpa stata raccontare il modello positivo di autonomia del suo territorio… Richieste che, se mal gestite, possono portare addirittura a un conflitto come, purtroppo, vediamo in queste settimane. Gli accordi di Minsk 2 avrebbero dovuto essere rispettati. E qualcuno avrebbe dovuto farli rispettare. Ma ci non giustifica un conflitto bellico.

Lei and in Crimea nel 2016…
La Crimea si espresse con un referendum dopo un colpo di stato a Kiev, ovviamente era di nostro interesse insieme alle opportunit evidenti per le nostre imprese. Era il periodo in cui Renzi magnificava i meriti degli accordi commerciali stretti da Letta con la Russia. Per altro, forse pochi ricordano che all’inaugurazione delle olimpiadi di Sochi ci and, appunto Letta, ma non Obama o la Merkel.

Un altro momento storico?
Votare nel 2016 la nostra risoluzione aveva un senso, guardarla con gli occhi di oggi completamente diverso.

La Lega in difficolt rispetto ai legami con la Russia?
Fin da subito ci siamo espressi su posizioni filo atlantiche. Ma se si ragiona appena fuori dal coro, il rischio la gogna. Vedo che in altri Paesi europei lo spazio per un dibattito pacato c’, non cos in Italia dove chi ama leggere, informarsi e ragionare con la propria testa ormai viene bollato come filo putiniano.

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31 marzo 2022 (modifica il 31 marzo 2022 | 10:28)

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