Trento, orso aggredì carabiniere. Il Consiglio di Stato: «Liberare M57 con il radiocollare»

L’orso M57 dopo la cattura e il trasporto al Casteller

Il Consiglio di Stato ha dato ragione all’orso M57 e all’Ente nazionale protezione animali (Enpa) e all’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) sul ricorso contro la decisione del Tar di Trento di legittimare la scelta della Provincia di non liberare il plantigrado confinato al Centro faunistico del Casteller dopo l’aggressione a un carabiniere fuori servizio nell’agosto dell’anno scorso. La Provincia dovr quindi dare una nuova valutazione alla pericolosit per l’uomo dell’orso in questione ed eventualmente disporne la liberazione, seppur controbilanciata dall’applicazione di un radiocollare all’animale, tecnica gi adottata per altri esemplari. Una sentenza per certi versi storica.

La Provincia e la liberazione

Enpa e Oipa apprezzano la posizione espressa dal Consiglio di Stato nella sentenza che, l’interpretazione delle associazioni animaliste, riconosce che le condanne all’ergastolo dei grandi carnivori sono la strada sbagliata, mentre l’unica percorribile quella della convivenza. Nella sentenza dei giudici di Palazzo Spada si legge che la Provincia di Trento, consultata preventivamente l’Ispra, nell’esecuzione della presente sentenza dovr pertanto valutare se le condizioni attuali dell’esemplare M57 abbiano inasprito l’aggressivit dello stesso al punto da suggerire l’adozione di misure diverse dalla sua liberazione. In particolare — prosegue la sentenza —, nell’ottica della tutela dell’incolumit pubblica ispirata al principio di proporzionalit e alla tutela delle condizioni dell’animale come garantita dalle fonti primarie (anche di rango comunitario), l’amministrazione, con il ridetto supporto istruttorio, in sede di esecuzione della presente sentenza dovr valutare se, avuto riguardo alle accertate condizioni, e ove sussistente al reale livello di pericolosit dell’esemplare, sia praticabile la liberazione con radiocollare, ovvero la soluzione analoga a quella in precedenza adottata per l’esemplare Dj3.

Sentenza storica

In buona sostanza il Consiglio di Stato non impone la liberazione immediata dell’orso, tuttavia obbliga la Provincia a prendere in considerazione l’ipotesi di liberazione previa applicazione di radiocollare, se il comportamento dell’animale lo permette. Una sentenza storica — affermano Enpa e Oipa — di altissimo profilo che riconosce la validit delle nostre posizioni, che entra, finalmente, nel merito, investigando approfonditamente un evento finora affrontato in maniera frettolosa e superficiale. Noi faremo la nostra parte, seguendo con attenzione la risposta concreta della Provincia Autonoma di Trento.

Il precedente

Gi lo scorso giugno il Consiglio di Stato era intervenuto sull’orso M57, sempre su sollecitazione delle due organizzazioni animaliste. Dapprima aveva congelato la sentenza del Tar di Trento che nell’aprile di quest’anno confermava la cattura del plantigrado ritenendo corretta la sua permanenza all’interno degli spazi del Casteller. In pi, il presidente della Sezione Terza Franco Frattini aveva ordinato una nuova ispezione non concordata da parte dei Carabinieri forestali del nucleo Cites di Verona. L’obiettivo era accertare le attuali condizioni del centro, anche alla luce delle contrapposte deduzioni delle parti.

L’aggressione al carabiniere

Il ricorso alla suprema corte amministrativa era stato depositato da Enpa e Oipa gi lo scorso maggio. L’obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza del Tar di Trento, previa sospensiva degli effetti, con cui ha respinto la nostra richiesta di libert per l’orso M57. L’animale all’ergastolo, come lo definiscono gli attivisti, in quanto ritenuto pericoloso per l’uomo dopo aver aggredito un carabiniere fuori servizio nei boschi attorno ad Andalo il 22 agosto 2020, per poi essere narcotizzato e catturato il giorno dopo mentre frugava in cerca di cibo nei cassonetti dello stesso paese della Comunit della Paganella. Gli animalisti obiettano si sia seguita una procedura del tutto anomala e con un’istruttoria insufficiente. Nella loro ricostruzione l’ordine fu impartito oralmente dal governatore Maurizio Fugatti, senza una vera indagine di approfondimento sui fatti. La linea difensiva nei confronti dell’orso che l’incontro col carabiniere avvenuto in piena notte in una zona boscosa, e quindi nell’habitat dell’animale, con modalit poco chiare. Dalle ricostruzioni risulta evidente che quella di M57 stata una naturale reazione dovuta alla paura. L’orso stato preso alla sprovvista dall’incontro ed stato costretto a un falso attacco. Un comportamento che non prevede il carcere a vita.

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4 novembre 2021 (modifica il 4 novembre 2021 | 11:23)

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