Pfas in Veneto, contaminati gli alimenti coltivati

(archivio)

Nei rilevamenti mancano mele e kiwi ma pure grano e soia e la zona geografica selezionata non include l’area arancione e altre toccate dalla contaminazione delle falde. Per le Mamme No Pfas e Greenpeace hanno avuto la possibilit, dopo essersi visti negare l’accesso ai dati, di venire in possesso, anche grazie ad una sentenza del Tar di aprile, dei monitoraggi svolti dalla Regione Veneto nel 2016-2017 sulla presenza di Pfas, sostanze perfluoroalchiliche, negli alimenti di origine vegetale e animale coltivati in zona rossa, l’area del Veneto con la maggiore concentrazione di questi inquinanti. Dati che hanno elaborato e da cui emergono, a detta delle associazioni, molte criticit: numerosi alimenti risultano contaminati non solo per la presenza di Pfoa e Pfos, ma anche per tanti altri composti di pi recente applicazione industriale. Ma anche vero che i dati non sono recenti. Nonostante i valori allarmanti, dal 2017 la Regione non ha effettuato ulteriori monitoraggi n intrapreso azioni risolutive per azzerare l’inquinamento e ridurre la contaminazione delle acque non destinate all’uso potabile – riferiscono mamme No Pfas e Greenpeace -. Inoltre risulta che la Regione ha ignorato il rischio per l’intera comunit nazionale e non solo, visto che alcuni di questi alimenti potrebbero essere venduti anche all’estero. Mancanze intollerabili: chi responsabile della salute pubblica ha il dovere di fare tutto il possibile per affrontare concretamente un problema sanitario cos rilevante.

La richiesta alla Regione

Nonostante poi nel 2020 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare abbia ridotto di pi di quattro volte il limite massimo tollerabile di Pfas assumibili attraverso la dieta, la Regione non ha effettuato nuove valutazioni n messo in atto azioni concrete per tutelare la popolazione e le filiere agroalimentari e zootecniche – la critica – A ci si aggiungono alcuni limiti sul monitoraggio dell’area geografica e l’insufficienza di analisi su importanti produzioni diffuse. Di qui la richiesta alla Regione di avviare al pi presto un nuovo monitoraggio sugli alimenti prodotti in area rossa e arancione e, partendo dai dati 2017, di adottare misure urgenti per ridurre i rischi per la salute. E l’appello alla comunit scientifica affinch analizzi i dati per condurre un’analisi approfondita sui possibili rischi per la salute. La concentrazione pi elevata di inquinanti si trova in albicocche, ciliegie, pere, uva da vino, uova, galline, carpe, suino.

La newsletter del Corriere del Veneto

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie del Veneto iscriviti gratis alla newsletter del Corriere del Veneto. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua casella di posta alle 12. Basta cliccare qui.

22 settembre 2021 (modifica il 22 settembre 2021 | 09:53)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti più seguiti

Articoli Correlati