Pesaro «scippa» l’archivio Fo-Rame a Verona: trasloco a Rocca Costanza. Ci saranno anche museo e teatro

Una lunga storia, che affonda le radici nella volont della Svezia, come di altri Paesi europei, di essere depositari del patrimonio legato alla vita e all’arte di Dario Fo e Franca Rame. A spiegare questa storia Mattea Fo, nipote della coppia di attori pi rappresentata al mondo, come lei stessa definisce i suoi nonni. Tutto quel materiale – dipinti, documenti, foto, scenografie, testimonianze, marionette, materiale di scena – confluito nella Fondazione Fo Rame, nata nel 2019 seguendo la volont dei loro stessi titolari. E ora, finalmente, a quasi dieci anni dalla scomparsa di Franca Rame e a sei da quella di Dario Fo, premio Nobel nel 1997, la Fondazione ha trovato una casa adeguata.

Villa Costanza. Al centro il sindaco Matteo Ricci e Mattea Fo (a sinistra). L’attuale archivio di Verona

Museo, archivio e teatro

Del progetto di creare un museo con tutti i materiali raccolti nel corso della loro vita e della loro attivit teatrale – racconta Mattea Fo – si parlava infatti gi quando ancora erano in vita. E fu per scongiurare il pericolo di una fuga all’estero di questo patrimonio che il ministro Franceschini intervenne per trovare un sito che potesse accoglierli, individuato nel 2016 nella nuova sede dell’Archivio di Stato di Verona. Una sede inadeguata, riconosce la stessa assessora alla Cultura di Verona Francesca Briani, senza uno spazio teatrale e museale vero e proprio, dove le iniziative sono state per forza di cose limitate. Ma presto l’Archivio Fo Rame traslocher da Verona: stato infatti annunciato il progetto per una nuova sede alla Rocca Costanza degli Sforza di Pesaro. Progettiamo di trasformare la Rocca – spiega Matteo Ricci, sindaco di Pesaro – per ospitare non solo l’Archivio di Stato, adatto ad accogliere la parte documentale della Fondazione Fo Rame, anche in un vero e proprio museo, secondo le volont della famiglia, e dotandolo di un’arena teatro.

Ex prigione (dove soggiorn anche Vasco Rossi)

Se la Rocca Costanza, un tempo carcere, divenne famosa negli anni ’80, come ricorda il sindaco, per aver ospitato nelle sue celle Vasco Rossi, ora le ambizioni sono molto alte. E mentre Mattea Fo sogna di poter organizzare, pi di quanto non si stia gi potendo fare, festival teatrali, rassegne con gli spettacoli dei suoi nonni, corsi di teatro, e di poter fornire materiali per tesi di laurea e dottorati, il progetto della Rocca Costanza arriva dopo l’accordo con il demanio e il Mic: al primo contributo di cinque milioni e mezzo di euro circa erogato a dicembre, si aggiunta la somma di 2.350.000 euro per il completamento dell’intervento di restauro e la creazione dell’area museale. Il Comune di Pesaro – continua il sindaco – contribuir poi con circa quattrocentomila euro per le aree di competenza comunale per la realizzazione, nella corte, dell’area nella corte interna destinata ad arena. Una grande progettualit per una coppia di riferimento per l’arte e per il teatro, caratterizzata da un grande impegno civile e politico. Stiamo parlando di un premio Nobel.

Correremo al massimo

Sui tempi del progetto ancora non ci sono certezze, cos come sembra molto difficile che tutto possa essere pronto per il 2024, quando Pesaro sar Capitale della Cultura. Correremo al massimo – garantisce Matteo Ricci -. Pesaro ha sempre avuto un forte legame con questa coppia: Dario Fo firm la regia di diverse opere al Rossini Opera Festival e diresse il carnevale di Fano. Inoltre la Rocca ha una vicinanza territoriale con la sede, “Alcatraz”, della Fondazione Fo Rame che si trova in Umbria. Siamo molto grati a Mattea Fo e alla Fondazione, per noi un grande privilegio.

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30 marzo 2022 (modifica il 30 marzo 2022 | 13:16)

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