Pediatra corre la sua prima maratona dopo aver superato Covid: «Non avevo fiato per andare avanti»

Angela Pasinato

Correre una maratona non un’impresa da tutti, ma correre la prima maratona dopo aver avuto il Covid ha qualcosa di eroico. Protagonista dell’atto atletico la dottoressa Angela Pasinato, pediatra di Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, che ha percorso i suoi primi 42 chilometri e 195 metri, domenica 21 novembre a Verona. L’evento podistico tanto atteso era la VeronaMarathon, la prima grande competizione sportiva internazionale post-Covid. Un virus che ha segnato un’epoca e, passando dal generale al particolare, anche la vita di ogni singola persona. Come quella della dottoressa Pasinato.

Fiaccata psicologicamente

Ho contratto il coronavirus a dicembre dell’anno scorso – ricorda -. Perch non vero che il virus attacca solo i soggetti fragili e gli anziani. Io sono sempre stata in salute, da giovane ero un’atleta, eppure mi sono ammalata. Sessantacinque anni, di cui molti dedicati agli altri: ai suoi piccoli pazienti, che per 15 giorni non ha potuto ricevere. Mi sono dovuta fermare – dice -, interrompere l’ambulatorio e prendermi cura di me. Per un medico strano, perch in genere l’ammalato dall’altra parte della barricata. Il Covid, oltre a lasciar debilitati fisicamente, fiacca anche psicologicamente. Ovviamente i medici non sono invincibili: quando mi salita la febbre, era un sabato pomeriggio. La stessa mattina, pur non sentendomi nel pieno della forma, avevo percorso 10 chilometri.

Un mese di stop

Uno stop di un mese, come suggeriscono le linee guida della medicina sportiva, superato dalla voglia di tornare a sentirsi in forma. Nella mia vita ho sempre fatto atletica – aggiunge -. Ho sempre amato correre all’aria aperta. Da quattro anni sono tesserata all’Atletica Vicentina e tre anni fa ho fatto la mia prima mezza maratona. Il mio coach, che mi manda periodicamente le tabelle di marcia, Siro Pillan. Grazie a lui e a una spiccata forza di volont, a inizio 2021 ricomincia a fare attivit motoria dentro casa, passa da 10 minuti di step a 20 minuti e, quando raggiunge una resistenza pari a mezz’ora di step, capisce che il momento di fare qualche passo fuori, prima in camminata e poi di corsa, aumentando la velocit in base al fiato. All’inizio stato faticoso rendersi conto che non avevo il fiato per andare avanti. Sono costante nell’allenamento: faccio ogni giorno attivit motoria, alternando la corsa al rinforzo muscolare con esercizi. Mi sveglio tra le 6 e le 7 del mattino. Quando corro, vado in un percorso ciclopedonale qui a Torri di Quartesolo, un paese meraviglioso.

La resistenza che ritorna

Allenamento dopo allenamento, la resistenza tornata e le gambe hanno ripreso a macinare chilometri. Il sogno nel cassetto? La maratona di New York: ci sarei voluta andare l’anno scorso, nel 2020, anche perch l’evento podistico avrebbe festeggiato i 50 anni di storia, ma la pandemia ha annullato tutto. Quest’anno ho preferito rinunciare al volo oltreoceano, ma ho deciso comunque di misurarmi con la maratona. Ho scelto la VeronaMarathon: per i primi 20 chilometri ero tranquilla, ma arrivata a 30, la mia testa mi suggeriva di fermarmi. Gli ultimi 12 chilometri sono stati di sofferenza, ma sono arrivata in fondo, in 4 ore e 33 minuti. Un unico traguardo per due obiettivi raggiunti: completare un’intera maratona e farlo dopo aver avuto il Covid. L’attivit fisica aiuta a superare moltissime cose – conclude -. Anche le malattie. Pu prevenire le malattie. Essere atleticamente preparata mi ha aiutata anche a superare il Covid in questo modo. Gli esseri umani sono nati per camminare, non per stare fermi.

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29 novembre 2021 (modifica il 29 novembre 2021 | 18:53)

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