Oliviero Toscani a Luciano Benetton: «Grazie degli auguri, ma senza di me sareste sconosciuti»

Irriverente, rivoluzionario, controcorrente ma soprattutto geniale. Sempre diretto: con le parole ma soprattutto con i suoi scatti. Dal razzismo alla religione, dall’Aids alla guerra, persino la mafia: i temi che nel Paese sono pezzi di storia sono stati anche quelli che Oliviero Toscani ha rappresentato nel suo essere fotografo ma pi ancora straordinario autore . “Il mio amico geniale” oggi lo ricorda cos ,con una pagina sul Corriere , Luciano Benetton che Toscani riusc persino a mettere a nudo in una campagna pubblicitaria per il riciclo dei vestiti. Un biglietto d’auguri in occasione degli 80 anni del fotografo pi discusso d’Italia , un biglietto che ha anche il sapore di un nuovo abbraccio con il gruppo di Ponzano dopo la tempesta di un paio d’anni fa scoppiata dopo una frase di Toscani sul crollo del ponte Morandi a Genova che gli cost la rottura con la famiglia Benetton.

Toscani ottantenne. Ma lei quanti se ne sente?
“Mi sento come ieri. E poi per me la prima volta non ho esperienza”.

Non mi dica che anche uno come Oliviero Toscani si commosso…
“Direi di s, organizzare una cosa cosi stato un atto di grande generosit. C’erano anche Gad Lerner, Crepet, figli, nipoti ….”

Si considera un uomo fortunato e nella vita crede che ci voglia fortuna o culo per andare pi avanti di altri?
“Io sono la persona pi fortunata e privilegiata che abbia mai conosciuto. Se non lo si ammette vuol dire che si persone tristi”.

Dovesse scegliere tre foto tra i milioni di quelle scattate?
“Non posso scegliere perch sono concatenate le une alle altre. Poi dipende dal momento storico”.

La foto pi rivoluzionaria ?
“Quella dei blue jeans Jesus. Era il 1973 e quel “Chi mi ama mi segua” ha fatto scalpore , ha buttato per aria e messo in crisi tutto il sistema della pubblicit”.

Parliamo di moda. Lei ha fotografato le pi grandi modelle. Come sono le modelle di oggi in un mondo in cui nei social tutte si sentono modelle.
“Quelle dei social sono modelle da supermercato, non sono quelle che fotografo io. Le mie non sono artificiali, sono esseri umani”.

cambiata la modella nel tempo?
“Oggi sono pi popolari, tutti le riconoscono, sono diventate pi importanti. Per io non uso le modelle, io fotografo ragazze che poi magari diventano modelle professioniste ed capitato spesso”.

A proposito di social tutti che scattano, tutti che postano; pu nascere un buon fotografo sui social?
“I social non hanno nulla a che vedere con la fotografia. La vecchia fotografia morta, il vecchio mestiere del fotografo non c’ pi. Ci sono quelli che fanno le fotografie e poi ci sono i fotografi. Io faccio fotografie, non sono un esecutore e non faccio quello che altri mi dicono di fare. Io sono un autore”.

Siete ancora amici con Luciano?
“Mi sembra evidente . Lo si capisce anche dalla pagina di auguri che oggi mi ha dedicato sul Corriere… la prima volta che un imprenditore scrive cose cos di un collaboratore”.

Nonostante la frase sul ponte Morandi (“A chi interessa se cade un ponte”).
“Ripeto che a nessuno fregava nulla del ponte. Sa qual la prova? Appena arrivato il Covid se ne sono dimenticati tutti. Bisogna essere onesti … Questo un Paese di ipocriti, a nessuno importava del ponte, era solo un modo per discutere… Lo scriva, lo scriva”.

Alessandro ai vertici del gruppo Benetton. al posto giusto?
“Spero faccia bene, si merita quel ruolo”.

Oggi che foto farebbe per raccontare la follia della guerra?
“Si pu sicuramente fotografare la guerra. Io l’ho gi fatto con un soldato bosniaco…. Ma poi chi le pubblica queste foto? La gente mi scrive: faccia una campagna su bambini malati. Ma chi me le paga queste foto! Chi mi paga gli spazi di affissione. Pagatemi e io far le cose, ma purtroppo nessuno concede spazio”.

Adesso che cosa sta facendo Oliviero Toscani?
“Sto facendo un grande lavoro per la Germania. Un’esposizione a Berlino l’1 di aprile. Si tratta dei tedeschi nel ventunesimo secolo con una serie di ritratti in piazza e un libro che ne contiene 800 sulle nuove facce dei tedeschi. stata una ricerca antropologica sui nuovi tedeschi”.

Senta, non sono state poche le sue critiche ai veneti… Cos’ un odio-amore?
“Macch critiche”.

Per quel “veneti ubriaconi “ ha indispettito…
“Io non l’ho detto. Sono i veneti che lo dicono di loro stessi. Io ho detto che c’ una componente etilica nella storia veneta e infatti sono stato anche assolto”.

Quelle considerazioni avevano fatto arrabbiare anche il presidente Zaia.
“Zaia mi ha ringraziato, mi disse che stato rieletto grazie alla difesa che fece dei veneti in occasione di quella polemica. Eravamo a cena dalla “Clemi”. Era stato appena rieletto e, scherzando, mi disse in dialetto: “Oliviero te devo ringrasiar” e io gli dissi in modo altrettanto scherzoso che senza quella polemica non sarebbe stato rieletto”.

Ma del presidente Zaia che cosa pensa?
“Si d da fare poverino….”

A 80 anni si sente di dover chiedere scusa a qualcuno?
“Non sono mica un bacia banchi. Chiedere scusa per cosa? Ho lavorato, non sono stato in galera. Devo chiedere scusa perch ho lavorato?”

La politica di oggi invece deve chiedere scusa agli italiani?
“Chi rappresenta la politica di oggi stato eletto dagli italiani e li rispecchia esattamente. Rappresenta un Paese mediocre fatto da poca gente di grande qualit che viene boicottata. In questo Paese non esiste il riconoscimento del talento”.

Parla di se stesso?
“S ma come me ce ne sono tanti . Qui bisogna appartenere ad un partito, bisogna assecondare il potere, cosa che calza perfettamente ai mediocri”.

Lei non mai stato un grande estimatore della tiv . Lo ancora?
“Berlusconi dopo aver rovinato l’Italia non ha fatto neanche un’ora di televisione intelligente”.

E i giornali le piacciono ancora?
“Come oggetto s ma non per come sono fatti. Sono vecchi”.

Oggi pensa pi al passato, al presente o al futuro?
“Presente e passato li conosco, il futuro ancora no”.

Se incontrasse Oliviero a 18 anni che cosa gli direbbe?
“Di non ascoltare i “mona” e di non farsi influenzare da chi ti dice: questo troppo, non si pu osare cos . Quindi gli direi di avere sempre coraggio e di seguire il suo istinto”.

Arrigo Cipriani ha 90 anni e ha gi pensato a quello che vorrebbe scritto sulla lapide: “sto da Dio”. Lei cosa vorrebbe scrivere?
“Io non avr la lapide, poi quando sar morto figuriamoci se mi interessa sapere cosa ci sar scritto sulla mia tomba”.

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28 febbraio 2022 (modifica il 28 febbraio 2022 | 16:13)

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