No vax. Nei cortei di protesta ci sono skinhead, venetisti e ultracattolici

Un gruppo di veneti contro il green pass alla manifestazione di sabato scorso

Nessuna etichetta politica

Su una cosa Castellini ha ragione: il fronte che si batte contro le restrizioni decise dal governo per contrastare la pandemia, ha sempre respinto le etichette politiche. Ma altrettanto vero che – anche senza bandiere – nei cortei si scorgono molti volti noti dei movimenti estremisti. In Veneto le manifestazioni di piazza hanno evidenziato una partecipazione, per almeno l’80 per cento, di persone comuni: partite Iva, operai, insegnanti, operatori sanitari no-vax, casalinghe… Ma il resto composto, con notevoli differenze tra provincia e provincia, da gruppi neo-fascisti, centri sociali, venetisti, perfino ultracattolici. Una minoranza – a volte sono poche decine di persone – ma che conosce bene le dinamiche dalla piazza e sa come muoversi se vuole accendere la miccia o, al contrario, abbassare il livello dello scontro.

Veneto per ora tranquillo

Escluso qualche episodio sporadico, finora nella nostra regione le tensioni non sono esplose. Il fenomeno viene per monitorato della Digos, specie dopo i fatti della Capitale che anche qui hanno portato a un aumento del controllo dei punti sensibili delle citt, comprese le sedi sindacali. Era prevedibile. Nell’ultima relazione dei servizi segreti si legge che, nella prospettiva della sicurezza nazionale, la pandemia ha agito su pi piani: abbattendosi sulle economie e sul commercio internazionale, condizionando dinamiche geopolitiche e sviluppi d’area, aggravando vulnerabilit sistemiche e tensioni sociali, dilatando gli spazi per manovre ostili e inserimenti strumentali di vario segno e matrice. In un simile contesto, insomma, c’ il rischio che qualche facinoroso si infiltri nell’arcobaleno di posizioni di cui si compone la protesta. La contestazione potrebbe acuirsi in vista del 15 ottobre, quando entrer in vigore l’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro – avverte la dirigente della Digos di Verona, Tea Mercoli – e solo superato quello scoglio si potr finalmente capire se assisteremo a un’evoluzione del movimento no-vax e della galassia politica che gli ruota intorno.

L’area scaligera

La componente dell’estrema destra si fa sentire un po’ ovunque, specie nell’area scaligera. Siamo stati i primi a batterci contro questo modello di gestione della pandemia – rivendica Castellini – che non ha nulla di sanitario, ma soltanto un altro dei tanti modi attraverso i quali chi detiene il potere, a livello internazionale, vuole controllare il popolo. Cos, accanto alla gente comune, scendono in piazza i militanti di Forza Nuova e quelli di Casapound. Segnalata anche la presenza di esponenti del Veneto Fronte Skinhead, la storica associazione della destra radicale che per ieri ha preso le distanze dai fatti di Roma: Nessuno dei nostri aderenti era presente in quel contesto. Un po’ ovunque sfilano anche i gruppi di venetisti che da ormai un anno e mezzo cavalcano le contestazioni sposando prima la causa no-mask, poi quella contro i vaccini e infine la battaglia anti green pass: il governo romano – l’accusa – utilizza la pandemia per mettere il silenziatore alle lotta per l’indipendenza. E a sventolare le bandiere col Leone, spuntano molti degli attivisti che una decina d’anni fa, lungo le strade venete, promossero le iniziative di un altro movimento di protesta, quello dei Forconi.

I movimenti studenteschi

Nelle citt universitarie si fanno sentire i ragazzi. In larga parte sono lontani dalla politica ma non mancano i militanti di Blocco Studentesco, la rappresentanza giovanile di Casapound; mentre a Padova, nelle fila degli universitari, sono stati segnalati diversi militanti del centro sociale Gramigna. A mobilitare le masse, per, sono i vari comitati che in questi mesi hanno fatto da catalizzatore del malcontento. Tutti, si definiscono spontanei e lontani da qualunque organizzazione, non soltanto politica. In realt, tra i leader c’ qualche personaggio conosciuto. Nell’area scaligera l’organizzazione dei cortei no-pass affidata al Comitato Verona per la Libert che vede tra i suoi esponenti Francesca Menin, referente locale di Italexit dell’ex grillino Gianluigi Paragone. Tra i capipopolo trevigiani spiccano Devis Bonaldo e Lorenzo Damiano, entrambi candidati – senza venire eletti – a Conegliano con Norimberga2, una lista (vicina alle posizioni di Mario Adinolfi) che il braccio politico del movimento ultracattolico Pescatori di Pace: tra i punti programmatici ci sono il no all’aborto e no all’adozione di bambini da parte di coppie promiscue.

I contestatori guardano ai comitati

Ai comitati guarda la stragrande maggioranza dei contestatori, che porta avanti una battaglia di idee e che vuole evitare qualunque marchio politico. Per loro, il dialogo avviene attraverso le piattaforme di messaggistica, soprattutto su Telegram. Gruppi come Basta dittatura, Io apro e Veneto no green pass (quest’ultimo presente anche a Roma) contano migliaia di iscritti. E dentro, ovviamente, ci finisce di tutto. I complottisti, ad esempio. Come il commerciante padovano che ieri raccomandava a tutti di non fare tamponi perch ne raccoglieranno milioni, ottenendo una marea di falsi positivi, tutti no vax. Con quei dati gonfiati, raggiungeranno la percentuale necessaria a farci andare in zona rossa e ci metteranno nuovamente in lockdown. E ci sono quelli convinti che le iniezioni siano in realt un rito di magia, o un segno Divino perch chiaro che il vaccino il marchio della Bestia, e la Bestia l’Anticristo, assieme a Lucifero.

Le chat

Nelle chat dei veneti c’ anche chi prova ad alzare il tiro suggerendo di occupare le sedi dei telegiornali e chi ricorda che nel ‘97 i Serenissimi diedero l’assalto al Campanile di San Marco riuscendo a interrompere le trasmissioni della Rai. Ma anche qui, sono in tanti a respingere ogni forma di violenza e di fanatismo: Dobbiamo essere come Gandhi – scrive Manuela T. – solo protestando pacificamente raggiungeremo l’obiettivo.

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12 ottobre 2021 (modifica il 12 ottobre 2021 | 09:32)

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