Laura Roveri, sopravvissuta al femminicidio: «Vorrei essere dimenticata ma non posso»

Laura Roveri, 33 anni, in un’immagine del documentario di Sky

Ci nonostante continua con gli incontri a scuola, con la battaglia contro la violenza di genere.
Mi piacerebbe prendermi il lusso di essere dimenticata, ma se qualcosa deve essere cambiato, qualcosa devo pur metterlo di mio.

Non deve essere facile tirare fuori quel trauma.
Non tanto una sofferenza quanto un fastidio, mi sono lasciata alle spalle ci che successo. Il mio diventato un privilegio e parlo anche a nome di chi non pu pi farlo ma non deve essere una narrazione della mia esperienza quanto l’occasione di una riflessione pi ampia: va alzata la lente dal mio caso per focalizzarsi sulla cornice che permette tutto questo, sul problema e su come si inquadra nella nostra cultura.

La violenza sulle donne nel 2021 ha registrato almeno cento vittime: donne prese di mira da compagni (nel 70% dei casi) o ex.
Il femminicidio la punta dell’iceberg della violenza sulle donne. Dobbiamo presidiare il tema in tutti i suoi aspetti, culturali, affettivi, giuridici e rovesciare i canoni di comunicazione, mettendo in luce il problema, che non sono le donne accoltellate ma chi le ha ridotte cos.

Da dove si inizia?
Dando pi consapevolezza alle donne, fin da piccole, di ci che accettabile e sano nella relazione, dando loro anche pi autonomia economica per permetterle di allontanarsi da certe situazioni. Sana la relazione quando stai bene prima, dopo e durante. Non sano il possesso, la gelosia e il “sei mia”, la paura di deludere l’altro e di non essere all’altezza.

Quali gli strumenti per arrivare a tale consapevolezza?
Importante la formazione affettiva che per manca. Nessuno, a scuola, si mai preso la briga di spiegarmi come ci si comporta nella vita affettiva. Il problema, spesso, sono le relazioni malate che si trascinano nel tempo e la prevenzione va fatta appunto scuola, spiegando cosa inaccettabile. Per me va impiantato fin dalle elementari un file, una cultura diversa da quella che porta a un rapporto di potere all’interno della coppia, dove la donna penalizzata. Nel mondo emotivo non possiamo lasciare la totale anarchia, ci devono essere dei binari che ci fanno capire cosa giusto e cosa no. Vedo interesse nelle panchine rossa ma vanno investiti soldi e tempo in tal senso.

Sul versante giustizia?
Sono dell’idea che i processi per questi casi dovrebbero avere una corsia e formazione preferenziale. Chi voleva ammazzarmi perch non accettava lo lasciassi si fatto meno di 60 giorni di detenzione, ha ripreso totalmente la sua vita e nessuno ha pensato di rimettere mano alla sua educazione affettiva, alla sua struttura mentale. Bella l’iniziativa a Verona di uno sportello di ascolto per uomini violenti.

Continuer la battaglia?
Quello che cerco di fare lo faccio sperando di essere esaustiva e risultare comprendibile. un po’ come lanciare degli aeroplanini da casa mia che non so dove vanno.

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20 febbraio 2022 (modifica il 20 febbraio 2022 | 10:30)

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