La morte di Tanzi, Pastorello: «Lo convinsi ad acquistare il Parma e a lanciare Buffon a 17 anni»

Giambattista PastorelloSe c’ un uomo a cui Calisto Tanzi, scomparso oggi all’et di 83 anni, fu legato pi di ogni altro nel mondo del calcio, questo sicuramente Giambattista Pastorello. Il manager vicentino, figura chiave del Parma dei miracoli, fu protagonista assieme al patron dell’epoca pi lucente del club ducale, culminata con la conquista della Coppa delle Coppe a Wembley contro l’Anversa (1993) e della Coppa Uefa (1995) contro la Juventus.

Giambattista Pastorello, cosa ha significato per lei Calisto Tanzi?
stato il patron a cui, pi di ogni altro, sono rimasto legato anche a distanza di anni. Lo avevo sentito prima di Natale e nulla lasciava presagire a quello che purtroppo accaduto. Poi l’ultimo dell’anno ho sentito la moglie e ho capito che la situazione stava precipitando. La sua morte lascia un grande vuoto e credo che i tifosi del Parma gli saranno sempre grati per quello che ha fatto per la citt e per la squadra.

Ci racconta la sua ascesa calcistica?
Era gi sponsor del Parma con la Parmalat. Ernesto Ceresini, il vecchio proprietario, port la squadra in serie A, ma poi decise di passare la mano. Non poteva sostenere un ulteriore sforzo economico. Fui io a pensare a Tanzi come nuovo proprietario, come fui io a traghettare il club nelle sue mani. Fu la fortuna di una citt, perch da quel momento inizi un’epoca di grandi successi per il Parma Calcio.

Era un patron invasivo oppure lasciava libert di gestione?
Ho sempre avuto ampio margine di libert. La gestione era manageriale e, con il suo avallo, il club viveva di luce propria.

Non intervenne mai nella gestione della squadra, suggerendo un acquisto o una formazione all’allenatore di turno?
Una sola volta. Parmalat aveva grossi interessi in Bulgaria e da l nacque l’acquisto di Hristo Stoičkov. Un acquisto che tecnicamente fu un affare e che lo fu anche a livello d’immagine per le operazioni di Parmalat nell’Est Europa.

Ci racconti un aneddoto del Tanzi patron.
Mi viene in mente l’infortunio di Nista. Il mercato era gi chiuso e ricevetti la telefonata del Cavaliere. Mi disse: “Battista, siamo senza portiere, prenda qualcuno fra gli svincolati!” Lo convinsi a desistere perch il sostituto l’avevamo in casa

Gianluigi Buffon?
Esattamente. Aveva 17 anni, ma tutti i report che avevamo dal settore giovanile lo indicavano come un predestinato. Scala doveva dare l’avallo. All’inizio era scettico ma poi si convinse. Eravamo alla vigilia di due partite fondamentali contro Milan e Juve. Da quel momento inizi l’ascesa del miglior portiere del mondo.

C’era un giocatore a cui era particolarmente legato?
Non si mai legato a nessuno in particolare. Amava profondamente il Parma e voleva che funzionasse in ogni suo ingranaggio.

Il ricordo pi bello della sua presidenza?
Wembley, senza dubbio, con la vittoria della Coppa delle Coppe. E poi la vittoria in finale di Coppa Uefa con la Juve.

L’allenatore a cui fu pi legato?
Non dovrei essere io a dirlo, ma credo Nevio Scala.

Un rimpianto?
Anni dopo la mia partenza in direzione Verona, mi disse che aveva sbagliato a lasciarmi andare. Riteneva concluso un ciclo, ma ripensandoci disse che si sarebbe potuto ancora fare qualcosa insieme.

Cosa le resta del Tanzi uomo?
Al di l di tutte le sue vicissitudini, a Parma e al Parma e ha dato tantissimo. Penso che anche fra qualche decennio ci si ricorder di lui e di quello che ha fatto. Perch ha fatto tante cose buone.

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1 gennaio 2022 (modifica il 1 gennaio 2022 | 17:05)

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