Guerra in Ucraina, detenuto chiede la grazia: «Voglio battermi per il mio Paese»

Il carcere di Montorio (archivio)

Quello che chiediamo al presidente Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza. E di concedere a Stepan di fare il “suo”. Dove fare il suo – se sei un uomo ucraino di trent’anni – in questi tempi vul dire fare la guerra. La richiesta dell’avvocato Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale. Ed una richiesta di grazia. Perch Stepan un detenuto. sta scontando la sua pena in una cella del carcere di Montorio. Non ha commesso un reato da prima pagina Stepan. Contrabbando di sigarette, la sua colpa. Quella per la quale stato condannato a 23 mesi. Sentenza del 2019, andata in giudicato meno di un anno fa. Ne ha all’incirca un altro da scontare. Ma se la mancanza di libert la pena pi pesante da scontare per un recluso, per Stepan – da quando il suo Paese stato invaso – diventata un’asfissia. E tramite l’avvocato Tirelli ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica. Per andare a combattere. Richiesta che, parole del legale nasce da una motivazione non solo politica, ma esistenziale e, oserei dire, quasi spirituale. Il reato per il quale stato condannato Stepan non desta alcun allarme sociale, e la sua condotta carceraria stata fino ad oggi irreprensibile. Consentirgli di ritornare in patria un atto di giustizia che, in questo momento storico, assume un valore che va ben oltre la semplice liberazione anticipata di pochi mesi.

Dalla cella vede la distruzione in tv

Perch Stepan le notizie dall’Ucraina le vede e le ascolta dalla televisione di una cella. Sa che tra le citt bombardate c’ anche la sua. E che, tra i morti del conflitto, ci sono anche dei suoi parenti. Stepan dice che non avrebbe senso tornare l quando avr finito la detenzione. Troverebbe un Paese maciullato e, forse, nessuno dei suoi parenti. Per questo vuole andarci adesso a combattere, dice Tirelli. Che quello che sta vivendo Stepan lo capisce anche troppo bene essendo sposato con una donna ucraina. Sua figlia nata a Kharkov e da poco riuscito a portare in Italia i parenti della moglie. Ma l’avvocato Tirelli conosce bene anche la realt russa, essendo stato legale anche di alcuni oligarchi. Adesso, in una parabola non solo lavorativa, aiuta Stepan.

Bloccato nel limbo

Non pu accedere alla misura alternativa alla detenzione in quanto sprovvisto di domicilio. E, allo stesso modo, non pu essere espulso perch in possesso di doppio passaporto, ucraino e rumeno e i trattati comunitari impediscono di allontanare un cittadino europeo da un Paese membro. L’unica strada che rimane quella della grazia. Lo stesso presidente Volodymir Zelensky ha invitato tutti gli ucraini, abili e arruolabili, a impugnare le armi e a prendere parte alla resistenza, spiega l’avvocato. Zelensky che ha assicurato clemenza per i detenuti che andranno a combattere. Ma non per quello, assicura Tirelli, che Stepan vuole tornare in Ucraina e combattere contro i russi. Chiediamo – conclude l’avvocato – per lui e per altri detenuti con reati minori di poter andare a difendere il loro Paese. Confidiamo nella saggezza e nel coraggio del presidente Mattarella.

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19 marzo 2022 (modifica il 19 marzo 2022 | 20:17)

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