Funerali Emiliano Maschetti: l’omaggio di Verona al suo «Capitano»

Eroe ateniese

Mascetti, il direttore sportivo del Verona dell’et dell’oro, del legame mitico con Osvaldo Bagnoli – loro due, taciturni e sinceri –, dello scudetto del 1984-85, delle cavalcate in Europa, tra Belgrado e Graz, Salonicco e Stettino, Utrecht, Bucarest e Brema. Di due finali di Coppa Italia conquistate e perse, e proprio per questo pi romantiche. Erano anni in cui dalla sconfitta imparavi. Si sbagliava da professionisti. Vedi alla voce amore: Verona, la patria, e il suo prediletto Emiliano, bello e buono come un eroe ateniese, adottato e adorato fin da quando si mise addosso per la prima volta la maglia dell’Hellas: era il 1967, veniva dal Pisa e il mondo stava per cambiare.

Tanti gli ex compagni

Ci sono amici che la vita ha deciso di chiamare fratelli. Joe Jordan, il formidabile Jaws, lo Squalo, quando ha saputo che Ciccio si era spento, ha preso il volo dall’Inghilterra – lui, scozzese, sta a Bristol – per rendergli l’ultimo omaggio. Ha al fianco Domenico Volpati. Arrivano Roberto Tricella, Domenico Penzo, Silvano Fontolan, Beppe Galderisi, Marco Pacione. C’ Mauro Ferroni. Piero Fanna parla di Mascetti. Descrive con i suoi occhi azzurri, che sono i cieli sospesi della sua terra, al confine tra il Friuli e la Slovenia, l’uomo, che era una fortezza: Una persona umile, eccezionale, sincera, rispettosa. Sono orgoglioso di averlo incontrato. Mi sono sentito protetto. E quando la voce si rompe e le parole che escono sono Il tempio si sta sfaldando, comprendi che aveva ragione Gabriel Garca Mrquez, che invitava a non piangere perch finito, ma a sorridere perch successo.

L’abbraccio della sua gente

I tifosi della Curva Sud stendono lo storico striscione delle Brigate Giallobl. Avviene quello che aveva chiesto, in un messaggio pubblicato via social network, Matilde Mascetti, dopo il caso delle fasce listate a lutto rimaste in hotel, sabato a Milano, con la squadra che nella gara con l’Inter le ha indossate solamente nel secondo tempo: Non fate null’altro in sua memoria se non siete in grado di farlo – ha scritto –, perch lo state facendo morire ad ogni mossa fatta con goffaggine. Babbo, nel suo viaggio pi bello, vuole con s solo gente onesta, la sua gente, i suoi tifosi… Vuole gente semplice e leale come lui. Matilde, Matteo, Emanuela, la moglie di Emiliano, che l’hanno accompagnato negli anni durissimi della malattia, con il silenzio e la dolcezza. Con loro, mentre la bara viene portata fuori dalla macchina, c’ il popolo del Verona, ognuno con un segno distintivo della passione. Societ e squadra sono rappresentate da Davide Faraoni, Alessandro Berardi, dal ds Tony D’Amico, dal team manager Sandro Mazzola, da altri dirigenti, da dei ragazzi delle giovanili, da Nicola Corrent, allenatore della Primavera. Maurizio Setti non c’. I presidenti sono quelli del passato: Stefano e Alberto Mazzi, Giambattista Pastorello. Durante la messa, le letture del Isaia e del Vangelo secondo Luca. Matteo Mascetti dal pulpito racconta il coraggio di pap. Lo ascoltano i compagni di squadra del Ciccio calciatore: Sergio Madd, Franco Nanni, Livio Luppi, Walter Franzot, Francesco Guidolin, Beniamino Vignola che con Mascetti ha esordito e dopo l’ha avuto da dirigente. Il feretro esce di nuovo sul piazzale. Il sole non si nascosto. Addio, certe volte, pare soltanto una parola di cinque lettere.

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12 aprile 2022 (modifica il 12 aprile 2022 | 08:52)

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