Covid, i presidi scrivono a Draghi: «Le scuole non sono posti sicuri»

Non ci sono abbastanza docenti, abbastanza ausiliari e gli spazi scolastici non garantiscono un rientro sicuro a scuola. I presidi italiani (sono gi pi di 15oo di cui 58 veneti, qui il link) scrivono al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e ai presidenti delle regioni e delle province autonome per chiedere di posticipare di due settimane il rientro a scuola. Almeno fino al 24 gennaio.

Troppe assenze

Da due anni lavoriamo incessantemente per garantire un servizio scolastico gravemente provato dalla pandemia. Anche questa volta a pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati, stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze – dice la lettera – abbiamo personale sospeso perch non in regola con la vaccinazione obbligatoria e, ogni giorno di pi, personale positivo al Covid, che non potr prestare servizio e nemmeno potr avere, nell’immediato, un sostituto. Si parla di numeri altissimi, mai visti prima. Ci rendiamo conto che sottovalutare la prevedibile ed enorme mancanza di personale determiner insolubili problemi. Aggiungiamo, ma cosa nota, che l’andamento del contagio con la nuova variante del virus colpisce come mai prima le fasce pi giovani della popolazione, anche con conseguenze gravi, e che il distanziamento una misura sulla carta, stanti le reali condizioni delle aule e la concentrazione degli studenti nelle sedi.

I firmatari veneti

Tra i firmatari, appunto, 58 presidi veneti. Tra loro ci sono Mirella Topazio del Liceo Stefanini di Mestre, Massimo Zane del Foscarini di Venezia, Anna Curci del Morosini di Venezia, Aurora Zanon del Morin di Mestre, Elisabetta Doria del Volta di Padova, Lorenza Fogagnolo del Cipriani di Rovigo, Carla Vertuani dell’Einaudi di Verona, e moltissimi istituti comprensivi (che hanno dunque scuole elementari e medie). Laura Biancato, dirigente scolastico del Luigi Einaudi di Bassano del Grappa risulta anche tra le proponenti del testo originario.

Impossibile ripartire

Lo abbiamo ideato in una quindicina ma i firmatari sono moltissimi – dice – il succo che non siamo in grado di riaprire in sicurezza. Se sommiamo le sostituzioni per malattia, i docenti e il personale che star a casa perch asintomatico ma positivo, gli alunni nella stessa situazione, le classi da tenere in sorveglianza diventer impossibile la gestione oltre che molto pericolosa. Diciamo le cose come stanno senza tanto girarci intorno. Le scuole non sono posti sicuri, fosse soltanto per la densit di persone che ospitano. Laura Biancato per la sua scuola ha comprato dispositivi di purificazione dell’aria gi da inizio anno. Naturalmente non a sufficienza per coprire tutte e 100 le classi. Dispositivi che per non ci sono nemmeno nella maggior parte delle scuole venete. Si tratta di una situazione epocale, mai sperimentata prima, rischiosa e ad oggi gi prevedibile. Non possibile non tenerne conto – conclude la lettera – una programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza (con l’attivazione di lezioni a distanza) per due settimane sicuramente preferibile ad una situazione ingestibile che provocher con certezza frammentazione, interruzione delle lezioni e scarsa efficacia formativa.

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6 gennaio 2022 (modifica il 6 gennaio 2022 | 18:12)

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