2 giugno, Conte ringrazia i colleghi sindaci: “Non abbiamo mai arretrato di un centimetro per la salvaguardia della comunità”

TREVISO – Dopo due anni di pandemia in piazza Vittoria a Treviso le celebrazioni per la festa della Repubblica con un numeroso pubblico. Presenti tutte le principali autorità politiche e militari, e associazioni d’arma e civili, il Vescovo, oltre ai tanti cittadini. Nel suo discorso il sindaco Mario Conte, uscendo dai protocolli del cerimoniale, ha rivolto il suo intervento ai tutti i primi cittadini, chiamati al suo fianco quelli presenti in piazza.

“Un ringraziamento va proprio ai colleghi sindaci che non hanno mai arretrato di un centimetro nella difesa della comunità, tra paure e incertezza sul futuro – ha detto il sindaco del capoluogo – . Dovevamo tenere alto il morale della nostra comunità pur avendo il nostro molto basso perché colpiti da grande preoccupazione e con il rischio, anche per noi, di essere contagiati da questo virus”. “Poi sono subentrati gli aspetti economici, poi è subentrata la tensione sociale che di fatto ha spaccato la comunità in due temi combattuti, temi non condivisi, scelte a volte magari difficili da comprendere, ma i sindaci erano il primo baluardo della Repubblica perché il cittadino spaventato e arrabbiato suona il campanello dei municipi. Siamo qui per cercare di ricostruire quella pace sociale marmellata dalla solidarietà e dalla fratellanza. Questa fascia pesa tanto quando le situazioni si fanno complicate, noi al centro della nostra attività mettiamo i cittadini e i loro bisogni”.

Prima del sindaco è intervenuto anche il Prefetto di Treviso, persona buona Sidoti, che ha ricordato l’importanza del 2 giugno: “la Repubblica ha garantito oltre 70 anni di pace, democrazia e continua a farlo anche in un momento tragico per quanto accade in Europa”. all’epoca di la cerimonia sono state consegnate anche le 13 medaglie d’Onore ai cittadini e ai familiari dei detenuti deportati nei lager nazisti.

Argomenti più seguiti

Articoli Correlati