Un’opportunità per le donne i 3,5 milioni di posti di funzione nuovi entro il 2025

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La guerra ha invaso la nostra quotidianità e mandato all’aria qualunque agenda politica ed economica. Difficile ipotizzare quale sarà la soluzione a questa crisi e soprattutto quali saranno i tempi per una risoluzione. Le sanzioni decise nei confronti della Russia avranno un impatto anche sull’economia italiana e su quella ripresa che tanto faticosamente il governo e l’Unione europea stavano ricostruendo.

In uno scenario simile qualunque tipo di proiezione futura diventa complessa e altamente fallace. Quando, però, sarà possibile riprendere il cammino tracciato dal governo Draghi certamente le linee tappeto resteranno quelle individuate in precedenza, che vedono la transizione ecologica e la transizione digitale come vie maestre per lo sviluppo economico del Paese. Come cambierà di conseguenza il mercato del lavoro italiano? Il legame nell’ambito del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal sottolinea come per il quinquennio 2021-2025 si preveda «un fabbisogno occupazionale dei settori privati e pubblici compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori, di cui 933mila-1,3 milioni determinati dalla componente di crescita economica, considerando anche l’impatto dei diversi interventi previsti dal governo e, in particolare, dal piano finanziato dall’Unione Europea Next Generation». Se oltre un milione di posti di lavoro saranno creati per cogliere le nuove opportunità di impiego, è necessario, innanzitutto, capire in che direzione si muoverà il mondo del lavoro. E lo è ancor più per le donne che vedono ferma al palo l’occupazione femminile ormai da troppo tempo in Italia.

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