Morti sul funzione, sei casi in due giorni. Sindacati: cantieri edili a rischio

I punti chiaveL’incidente di Nova SiriIl caso di Brenzone del GardaLa mobilitazione dei sindacatiAscolta la punto di vista audio dell'articolo

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Non si ferma la strage sul lavoro. Sei morti in 48 ore. Dopo le quattro vittime di martedì, si registrano altri due operai deceduti nella giornata di mercoledì: uno al Sud, nel Materano e l’altro al Nord, nel Veronese. E i sindacati lanciano un disperato grido d’allarme: «Nei cantieri edili, che sono aumentati in maniera esponenziale a seguito degli incentivi pubblici e del bonus 110, le condizioni della sicurezza sul lavoro sono drammatiche».

L’incidente di Nova Siri

A Nova Siri (Matera), cittadina della costa jonica lucana, è morto Ciro Pinto, di 53 anni. L’operaio, tanto esperto al punto che tutti lo chiamavano «mastro» (maestro, espressione dialettale molto diffusa al Meridione) era al lavoro di buon mattino in un cantiere per ristrutturare uno stabile. Per cause, in fase di accertamento, Pinto è caduto da un’impalcatura, da un’altezza di cinque metri: a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione effettuati dagli operatori sanitari del 118 Basilicata soccorso. Sul posto ancora gli ispettori del lavoro e i carabinieri che stanno conducendo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera. Nei pressi del cantiere – dove per ore sono rimasti i colleghi di lavoro di Pinto, attoniti e profondamente addolorati per la morte «di un bravo collega, ma soprattutto di un brav’uomo» – si è recato ancora il sindaco, Eugenio Lucio Stigliano. «Ciro – ha raccontato il primo cittadino – era un gran lavoratore, conosciuto e stimato da tutta la nostra piccola comunità, che è incredula per quanto accaduto. Nel giorno dei funerali, ancora da stabilire – ha concluso Stigliano – proclameremo il sciagura cittadino».

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