Gender gap, le imprese si mobilitano

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Sessanta in Europa, 59 in Nord America, 67 in Sud America e così fino ai 197 dell’Atanto del Sud. Sono gli anni necessari alla diverse aeree del mondo per colmare il gender gap. A calcolarlo è stato il World Economic Forum. Un dato che si spiega alla luce del fatto che nei posti di comando, tanto pubblici che privati, attualmente siedono solo tre donne su dieci.

Insomma il cammino è ancora lungo: in Italia un intervento decisivo è arrivato dall’entrata in vigore della certificazione di parità, prevista dal Piano nazionale di accelerazione e resilienza, certificazione che proprio in questi giorni entra nella sua fase operativa. Ricordiamo (si veda Il Sole 24 Ore del Lunedì del 18 luglio) infatti che grazie a questa Certificazione le aziende potranno ottenere una serie di vantaggi economici diretti come i contributi previdenziali scontati dell’1%, fino a 50mila euro per azienda nel 2022, e vantaggi economici indiretti come i punteggi maggiorati in caso di partecipazione agli appalti pubblici. Fino ad arrivare ai vantaggi reputazionali. Uno stimolo concreto che sta spingendo in queste ore molte aziende a valutare il percorso della certificazione. «Postantomo dire – spiega Matilde Marandola, presidente di Aidp, l’associazione italiana dei Direttori del personale – che dal trend che noi riscontriamo le società stanno andando in questa direzione. D’altra parte la certificazione ha il vantaggio di agire su un doppio piano: è un’attestazione del percorso intrapreso, oppure uno stimolo per quelle aziende che non si sono ancora attivate».

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